Allan Wexler: Absurd Thinking
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Allan Wexler: Absurd Thinking

Between art and design

49,90

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Allan Wexler è un navigatore di confine tra arte e architettura, un equilibrista dei margini tra le discipline. Certo è un maker, o un “thinkerer” se si vuole usare il neologismo che John Seely Brown – ex responsabile del leggendario centro di ricerca Xerox di Palo Alto (Xerox PARC) – fece circolare dal 2007 mettendo insieme le parole thinking (pensare) e tinkering (armeggiare). Ma innanzitutto, per formazione, Wexler è un architetto: ha studiato presso la Rhode Island School of Design e il Pratt Institute di New York, dove hanno cercato di convincerlo a progettare edifici veri e propri. Non ci sono riusciti, ma senza per questo impedirgli di sviluppare un profondo interesse per i fondamentali dell’architettura, interrogando fino all’infinitesimo le relazioni tra le forme e ciò che siamo abituati a chiamare funzioni: darsi un riparo, sedersi, dormire, mangiare, raccogliere acqua piovana – in una parola, abitare. Ciò compone il campo molecolare su cui Wexler opera da più di quarant’anni, indagato soprattutto a una scala che, più del progetto architettonico o urbano, possa dare conto di uno stretto rapporto di prossimità con il corpo: quindi l’arredo, gli oggetti, al limite la casa, ma nella sua forma più essenziale, come una capanna (anche industriale, come quei ricoveri per gli attrezzi così frequenti nei giardini delle villette suburbane americane, da cui nasce la Vynil Mylford House, 1994) o un rifugio ispirato a Henry David Thoreau (la celebre Crate House, 1990).

Absurd thinking ne presenta i progetti, sviluppati nel corso di 45 anni di carriera. La produzione di Wexler può essere rappresentata come poesia tattile ottenuta scomponendo l’ordinario con l’intenzione di sostenere una narrazione su paesaggio, natura e ambiente costruito e di mettere in evidenza le caratteristiche intriganti e latenti negli elementi e nei rituali che pervadono la vita quotidiana. Il volume è organizzato tematicamente in quattro categorie: astratto, paesaggio, spazio privato e spazio pubblico e illustra in maniera trasversale il lavoro multimediale di Wexler, con i suoi scritti, racconti e riflessioni.

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