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Arquitectura Viva 124

Banda ancha

 

 

16,00

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CONTENUTI ARQUITECTURA VIVA 124 – BANDA ANCHA

Non posso fingere di avere familiarità con la rivoluzione digitale. In effetti, mi chiedo se ho capito di cosa stiamo parlando. Appartengo a una generazione che usava il linguaggio Fortran negli anni sessanta, quando per eseguire un semplice programma bisognava riservare tempo al computer, che all’epoca era una grossa macchina che occupava molte console in una stanza climatizzata, e il nostro cancelleria di interfaccia erano le schede perforate e gli infiniti soffietti di fogli rigati. Quando queste riviste sono state create negli anni ’80, non avevamo ancora computer da ufficio, tutta la produzione veniva eseguita utilizzando i metodi analogici tradizionali e il world wide web non esisteva nemmeno. Ora che il progetto AV/Arquitectura Viva giunge al suo venticinquesimo anno, quattordici dei quali online, sembra d’obbligo sfruttare l’anniversario per riflettere su tecniche che stanno cambiando l’architettura tanto quanto le nostre vite. È superfluo ripetere che la progettazione assistita da computer ha alterato la concezione dell’architettura allo stesso modo della prospettiva rinascimentale, e c’è anche da aggiungere che questi nuovi strumenti informatici consentono la costruzione di forme di inedita complessità, il che provoca il ansia naturale degli educati alla sobria disciplina del tecnografo o dell’umile ‘parallelo’, per non parlare del gioco delle squadre e del compasso. Inevitabilmente obsoleti, ci avviciniamo al cosiddetto design parametrico con il fascino e la diffidenza che proveremmo di fronte a un animale selvatico. I volumi indomiti che popolano i tabelloni dei concorsi prima di passare alle pagine multicolori di AV Proyectos sono una buona testimonianza di questo proliferare incontenibile di proposte formali, morbose forse come un’infezione virale, e spumeggiante speculative come una febbre di tulipani. Da parte sua, lo straordinario fenomeno della rete, che ha di fatto creato la biblioteca infinita di Borges, ci garantisce sia un labirinto labirintico di conoscenze sia una pletora di informazioni banali o di intrattenimento vuoto. Didascalica o divertente, questa rete digitale intreccia la nostra quotidianità e la nostra esperienza del mondo, guidando le relazioni sociali e lavorative, oltre a valorizzare e modificare la percezione dell’architettura. Il web sta trasformando anche la stampa, le riviste professionali e gli stessi libri, un’intera galassia di carta che rischia all’improvviso la possibile estinzione, e i media si precipitano a lasciare la terra ferma della cellulosa, minacciata dall’aumento dei prezzi delle acque digitali, per cercare di impara a nuotare nell’oceano immateriale della rete. Questo è ciò che abbiamo cercato con il nuovo formato del nostro sito Web, e il futuro dirà se questi animali arcaici sono riusciti a sopravvivere al diluvio digitale.

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