Herzog & de Meuron
Jacques Herzog e Pierre de Meuron si sono reinventati continuamente nel corso della loro carriera quasi cinquantennale e ora sfruttano la loro comprovata esperienza per affrontare cicli e processi con la consapevolezza che il nostro tempo richiede. Arquitectura Viva presenta cinque dei loro ultimi lavori, che reinterpretano tipologie edilizie e programmi – da un palazzo per uffici a un padiglione museale – con la capacità di bilanciare immagine di marca e stile distintivo.
Il dossier del numero descrive anche i sette progetti vincitori del ciclo Aga Khan Award 2023-2025: edifici come il prototipo di edilizia di emergenza sviluppato da Marina Tabassum, ma anche iniziative legate al patrimonio storico e sociale come la riqualificazione del centro storico di Esna o il Wonder Cabinet di AAU Anastas, che si allontanano dagli stereotipi orientalisti e celebrano la vitalità del mondo musulmano.
Nella sezione Arte e Cultura, Ross Anderson presenta la sua approfondita ricerca sullo scenografo Adolphe Appia, uno dei padri del teatro moderno e forse un po’ trascurato nella storia. Nel frattempo, Ignacio G. Galán racconta come il celebre design italiano, come l’architettura, abbia svolto un ruolo propagandistico significativo durante il regime di Mussolini. Oltre alle consuete pagine di notizie e recensioni, c’è un estratto da Pyrocene, il libro di Stephen Pyne che propone una nuova era planetaria dominata dal fuoco.







