Smiljan Radić colleziona ossessivamente tutto ciò che vede, legge e trova, assemblandolo in costruzioni sorprendenti che appaiono sempre incompiute, pur celando un sofisticato controllo tecnico. Ricco di riferimenti e storie, questo universo unico, in continua espansione da tre decenni, è stato ora riconosciuto con il Premio Pritzker. Per celebrare l’evento, Arquitectura Viva presenta dodici delle sue opere più importanti, precedute da una riflessione di Fernando Pérez Oyarzun.
Questa volta, il dossier affronta la riattivazione di spazi industriali con strategie minimali e il riutilizzo di elementi preesistenti, un approccio esemplificato dal Palazzo dei Congressi di Charleroi, ristrutturato da AgwA, Jan De Vylder e Inge Vinck con un successo clamoroso che ha valso loro il recente Premio Mies van der Rohe 2026. La selezione comprende anche l’edificio Thoravej 29 a Copenaghen di pihlmann architects; la Power Hall a Manchester di Carmody Groarke; e l’incubatore d’impresa XRLAB Palo Alto a Barcellona, progettato da Taller 9s Arquitectes.
Nel frattempo, la sezione Arte e Cultura commemora gli anniversari della scomparsa di Alejandro de la Sota e Miguel Fisac: mentre Luis Alemany osserva il rinnovato interesse per l’eredità del maestro galiziano, David García-Manzanares riflette sull’atteggiamento anticonformista dell’architetto della Mancia, più interessato all’innovazione che alla coerenza stilistica. A complemento delle consuete pagine di notizie e libri, un articolo di Luis Fernández-Galiano riassume la sua esperienza come critico per El País in occasione del cinquantesimo anniversario del giornale.






