CONTENUTI AV PROYECTOS 133
Michael Steele coniò lo slogan “Drill, Baby, Drill” nel 2008 per difendere l’indipendenza energetica degli Stati Uniti. Lo slogan sarebbe poi diventato un simbolo della determinazione di Donald Trump a costruire un impero economico basato sui combustibili fossili, a prescindere dalle considerazioni ambientali. Ebbene, forse è giunto il momento di sfruttare l’ingegnosità di questo slogan e adattarlo per affrontare l’attuale carenza di alloggi in Spagna, dove la domanda supera di gran lunga l’offerta, causando aumenti insostenibili dei prezzi, gestibili solo attraverso un incremento delle costruzioni residenziali. Abbiamo bisogno di più alloggi e, a questo sforzo quantitativo, deve aggiungersi l’esigenza qualitativa dimostrata dagli immobili qui presentati, a riprova che la qualità non è incompatibile con l’utilizzo di metodi industriali che ci consentono di affrontare la sfida dei grandi numeri.
Lo stesso pragmatismo raffinato è presente nei progetti degli architetti britannici Jonathan Sergison e Stephen Bates, che, dai loro due studi di Londra e Zurigo, realizzano edifici essenziali in diversi paesi europei. Abbiamo seguito regolarmente il loro lavoro, dall’articolo a loro dedicato su questa stessa rivista nel 2019 alla pubblicazione del loro iconico Pompidou Kanal nel 2024 (AV Proyectos 93 e 125), quest’ultimo la sede belga del museo parigino, la cui inaugurazione è prevista per la fine di quest’anno. Un identico impegno per l’eccellenza formale è evidente in Infinito Delicias, un progetto unico nel suo genere in quel quartiere di Madrid, che cerca di conciliare l’ingegno tecnico e un’etica ecologica con un’insolita offerta di arte e gastronomia. Questo articolo presenta immagini scattate durante la sua costruzione, che ora è felicemente conclusa.
Oltre all’articolo di copertina, al dossier e ai lavori in corso, questo rinnovato numero di AV Proyectos contiene sezioni dedicate agli eventi attuali, con proposte esemplari di David Chipperfield, del Nobel Center di Stoccolma; Lina Ghotmeh, dell’ampliamento del Mathaf a Doha; e Sordo Madaleno, del Centro Collezioni del Museo Ungherese di Storia Naturale; sulle mostre, con l’acclamata mostra di Denise Scott Brown al Museo di Belle Arti di Bilbao, che segna l’inizio del lungo impegno dell’istituzione nei confronti dell’architettura e rende omaggio a una creatrice novantenne che ci ha incoraggiato a imparare da Las Vegas; e sui prodotti, con le forme acustiche di Erwan Bouroullec e l’ispirazione norvegese di USM Haller, concludendo questo percorso con un’immagine della mostra parigina in onore della prolifica carriera del recentemente scomparso fotografo Martin Parr: Shoot, Baby, Shoot.






