Bioarchitettura 121/122

Abitare la Terra

24,00

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INDICE CONTENUTI

Mutazioni di vita
Wittfrida Mitterer, Massimo Pica Ciamarra

Pandemics
Fritjof Capra, Hazel Henderson

Il paradosso di fermi
Paolo Saraceno

L’eredità visionaria di Yona Friedman
Massimo Pica Ciamarra

Territori della resilienza
Salvatore Cusumano

Fieno arte e cultura
Florian Nagler

Età differenti un unico sogno
Matilde Jung

Sul dorso della balena
Monica Carmen

La piazza siamo noi
Paolo Robazza

Dune marine e segni leggeri
William-Jacopo D’Alessandro

La quotidianità protetta
Mario Pasquale Martorano

Il quartiere sostenibile 15 anni dopo
Marco Bughi

Una scuola-famiglia attorno al mango
Avelino Bassols

Sviluppo tecnologico versus sostenibilità
Fiorenzo Marinelli

Cosa troverai in questo numero!
Un numero doppio, denso, spaziale… che “viaggia” tra narrazioni scientifico-letterarie ed esempi progettuali. Fritjof Capra ci provoca con un saggio sulla “pandemia vista dal 2050”, Paolo Saraceno con una riflessione sui possibili “destini” della specie umana: dall’auto-distruzione ai viaggi interstellari millenari. A pochi mesi dalla scomparsa di Yona Friedman, uno dei protagonisti del CIAM, Massimo Pica Ciamarra ripercorre le tappe biografiche e concettuali di un architetto visionario: dalla critica alla comunicazione globale alla Ville spatiale, la città aerea che sorvola il suolo e si espande attraverso processi di autocostruzione.

Resilienza, ossia la capacità del vivente di rigenerarsi e rigenerare è la chiave del modello ecosistemico ma anche il filo rosso che unisce tutti i diversi contributi. Tra questi La Casa Techo Invernadero a Bogotá degli architetti Sebastian Contreras Rodriguez, Carlos Hernan Betancourt e Aldo Marcelo Hurtado è un prototipo di abitazione sociale rurale che fa tesoro del modo tradizionale di vivere nelle aree agricole ai piedi del Sumapaz Páramo, il più grande ecosistema montano della cordigliera andina; MaxAcht è un progetto di architettura e un sogno collettivo che si realizza a Stoccarda grazie a un gruppo di 30 persone e un edificio “bio-riciclabile” in legno, in grado di essere montato o smontato riutilizzando ogni sua parte. Ai piedi della montagna bavarese incontriamo invece la Langes Haus un intervento di recupero accurato e sensibile dell’architetto Florian Nagler che dà nuova vita e funzioni ad un’antica azienda agricola. Proseguiamo andando ad Andenes, una piccola città, affacciata sul mare di Norvegia, che occupa la punta più settentrionale dell’isola di Andøya a qualche centinaio di chilometri a nord del circolo polare artico. Poco distante dalla costa si trova Bleiksdjupa, il canyon sottomarino profondo circa 2000 metri dove i cetacei transitano nelle loro rotte migratorie. Qui il magistrale intervento dello studio Dorte Mandrup permette un incontro ravvicinato con i giganti leggendari.

Dal mare freddo al “Mare nostrum”: in Italia a Cagliari l’intervento poetico e minimale degli architetti Jari Franceschetto e Marta Tosone ripristina il lungomare di Pula e il delicato sistema costiero. Questo e molto altro nel nuovo numero di Biarchitettura.

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