Bioarchitettura 156

Gen-Feb 2026

12,00

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CONTENUTI BIOARCHITETTURA 156:

Il numero 156 di BIOARCHITETTURA (Gennaio–Febbraio 2026) propone un percorso che intreccia cultura del costruire, responsabilità ambientale e valore sociale dell’architettura.

Dall’editoriale di Wittfrida Mitterer, la riflessione si apre con il tema della Baukultur, raccontando il premio dedicato alla qualità del costruito nell’Euregio del Tirolo, Sudtirolo e Trentino: un invito a considerare l’architettura come espressione condivisa di identità, paesaggio e comunità.

I progetti presentati mettono al centro la semplicità consapevole e il dialogo con il contesto. La casa-giardino di Monaco di Florian Nagler interpreta il “costruire semplice e responsabile” come scelta etica oltre che formale. Gli interventi di recupero – dalla Cascina Sabbadini all’Atelier Zumthor a Haldenstein, fino al “nido” di Salemi – mostrano come il patrimonio esistente possa essere rigenerato con misura, restituendo senso al tempo e allo spazio.

Il numero si amplia poi alla scala del paesaggio con il Parco Modesto a Roma, luogo di relazione e incontro, e alla dimensione culturale, con uno sguardo su Frank Gehry, simbolo di uno “straordinario possibile”, e su soluzioni primordiali e poetiche come il pozzo d’aria, capace di catturare la rugiada.

Un fascicolo che invita a riscoprire l’essenza dell’architettura: costruire meno, costruire meglio, costruire in relazione.

Indice:

LA BAUKULTUR
Premio per la cultura del costruito nell’Euregio del Tirolo, Sudtirolo e Trentino

LA NOSTRA CASA GIARDINO A MONACO
Costruire semplice e responsabile

CASCINA SABBADINI
Architettura essenziale

ATELIER ZUMTHOR A HALDENSTEIN
L’architettura dialoga con il villaggio

UN NIDO A SALEMI
Il tempo che scorre, lo spazio che rivive

PARCO MODESTO A ROMA
Luogo d’incontro e di relazione

FRANK GEHRY, LO STRAORDINARIO POSSIBILE
Dal camionista alla star

IL POZZO D’ARIA
Catturare la rugiada