Casabella 973

Settembre 2025

15,00

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CONTENUTI CASABELLA 973 – SETTEMBRE 2025

Sommario / Summary

Architettura, arte, dittature /Architecture, art, dictatorships
CasabellaMarcello Piacentini / Mario SironiPiacentini e Sironi. L’architettura e l’arte murale / Piacentini and Sironi. Architecture and Mural Painting
Roberto Dulio

Porfírio Pardal Monteiro / José de Almada Negreiros

Porfírio Pardal Monteiro e le stazioni marittime di Lisbona / Porfírio Pardal Monteiro and the
Maritime Stations in Lisbon
Ana Mehnert Pascoal

Almada Negreiros, un modernista sotto la dittatura / Almada Negreiros: a modernist under dictatorial rulea
Mariana Pinto dos Santos

Elisa Valero Ramos. Viviendas colectivas / unifamiliares

Eleganza nella quotidianità / Elegance in the Everyday
Francesco Dal Co

13 viviendas autoconstruidas en Palenciana, Córdoba, 2003

26 viviendas en Alameda con Antonio Jimenez Torrecillas, 2005

Viviendas rurales en Molino Lucero, Málaga, 2007

8 viviendas en Cuevas del Becerro, Málaga, 2008

Viviendas de alquiler en Gojar, Granada, 2012

8 viviendas en cooperativa en el Realejo, Granada, 2016

Elisa Valero Ramos, dalle relazioni di progetto/Elisa Valero Ramos, from project reports

Vivienda bioclimática, Granada, 2004

Casa Valero Maldonado en Pola de Siero, Asturias, 2006

Vivienda en Tera, Soria, 2013

Casa con huerto en Granada, 2015

Casa en Vallecas, Madrid, 2025

Casa invisible en el Realejo, Granada 2025

Biblioteca/Books

Alcuni lettori potrebbero provare un certo sconcerto sfogliando le pagine di «Casabella» 973. L’accostamento proposto è deliberatamente radicale. Nella prima parte abbiamo scelto di presentare due esempi emblematici di come l’architettura si sia posta al servizio di regimi dittatoriali nel corso del Novecento, trasformando uno dei temi centrali della cultura europea — il confronto tra le arti — in un’esaltazione della loro collaborazione.

Questo fenomeno ha assunto forme molto diverse nei vari contesti nazionali, al punto che l’uso del termine “fascismo” come categoria storiografica appare spesso insufficiente. Le opere realizzate negli anni Trenta in Italia e in Portogallo da architetti come Marcello Piacentini e Porfírio Pardal Monteiro, in collaborazione con artisti quali Mario Sironi e José Almada Negreiros, offrono un terreno fertile per comprendere tali divergenze. A patto, però, di non fermarsi alle analogie formali e di considerare le profonde differenze ideologiche e istituzionali tra i regimi celebrati da queste architetture. L’architettura, del resto, ha da sempre una vocazione propagandistica e oggi più pervasivamente e sottilmente che in passato, “fabbricare la realtà” significa “fabbricare la verità”.

Questa trasformazione ha modificato profondamente la retorica architettonica: l’iperbole ha cessato di essere una figura fra le altre ed è divenuta un fine in sé. “Retorica”, come nell’epoca delle dittature, è tornata a essere sinonimo di celebrazione e, in forme più sottili, di coercizione. All’egemonia dell’iperbole si contrappone un’idea di eleganza fondata sulla misura e sull’uso consapevole del linguaggio — architettonico e non solo. Non verità, ma disciplina e controllo dei mezzi utilizzati.

È a questa eleganza che si rivolge la seconda parte di «Casabella» 973, interamente dedicata a residenze costruite da Elisa Valero Ramos. Architetta ben nota ai lettori più attenti di «Casabella», Valero Ramos costruisce senza enfasi: i suoi progetti rifuggono l’iperbole, ricercano gesti misurati e maturi, e si concentrano su ciò che ci accompagna ogni giorno. Le sue abitazioni, collettive e individuali, ricordano che l’eleganza è più necessaria proprio dove meno la si celebra: nella vita quotidiana, negli spazi dell’individuale convivere. È in questi spazi, forse, che può emergere — come scriveva Virginia Woolf — qualche raro “moment of being”.

Francesco Dal Co