Detail 7-8/2025

Regional Building Culture

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DETAIL 7-8/2025 | Regional Building Culture

Ritorno al futuro?

Le forme costruttive tradizionali hanno subito ripetuti revival e rifiuti nel corso della storia dell’architettura: dalla nostalgia medievalista del movimento Arts and Crafts alla deliberata rottura con il passato del primo modernismo, dalla tesa alleanza tra stili tradizionalisti come l’Heimatstil e il fascismo degli anni ’30 alle tendenze regionaliste degli anni ’70. Mentre quei primi movimenti si concentravano spesso sull’opposizione formale ai presunti fallimenti del modernismo, il discorso odierno va oltre: si riconosce sempre più che costruire a livello regionale significa anche costruire in modo ecosostenibile, utilizzando materiali e risorse disponibili localmente.

I progetti presentati, principalmente nelle zone rurali dell’Austria, della Svizzera, della Francia e del Regno Unito, mostrano come questo sia possibile nella pratica. Le motivazioni alla base di un ritorno alle forme tradizionali variano: in alcuni casi, i codici edilizi o un contesto storico protetto hanno giocato un ruolo decisivo; in altri, il linguaggio architettonico regionale si è allineato ai valori dell’architetto o del committente. L’idea di un’intelligenza collettiva radicata in forme architettoniche affinate nel corso dei secoli permea anche diversi contributi alla Biennale di Architettura di Venezia di quest’anno. Curata da Carlo Ratti con il tema “Intelligens. Natural. Artificial. Collective”, la mostra esplora strategie di sopravvivenza in un pianeta sempre più caldo.

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