Dispositional Intelligence propone una teoria contemporanea dell’organizzazione spaziale in architettura attraverso una ricerca originale su un particolare tipo di produzione di design ibrido, intrinsecamente architettonico ma fortemente guidato da modalità di intellezione tradizionalmente associate all’ingegneria, emerso tra la metà degli anni ’50 e la metà degli anni 2000. Qui vengono esaminati tre corpus di lavori molto importanti ma radicalmente trascurati: quelli dell’architetto e artista italiano Vittorio Giorgini (1926-2010), dell’architetto, ingegnere e geometra israeliano Michaël Burt (nato nel 1937) e dell’ingegnere e teorico nato in Sri Lanka e residente a Londra Cecil Balmond (nato nel 1943). Giorgini è stato un pioniere nell’incorporare la topologia di superficie nel pensiero architettonico con un notevole livello di autoconsapevolezza scientifica. Il corpus di lavori di Burt si rivela una delle prime e più approfondite indagini sulla scoperta e la visualizzazione di modelli tridimensionali per la suddivisione dello spazio basati su modelli di continuità configurazionale. Balmond è stato il pioniere della traduzione di aspetti di non linearità in mosse progettuali di significativa conseguenza architettonica, nonché dell’applicazione di quadri progettuali così avviati alla concezione di interi edifici.
Combinando l’analisi storica granulare di questi insiemi di lavoro con un’indagine teorica avanzata, questo volume amplia sostanzialmente le distinte possibilità disposizionali per l’architettura rese possibili dalla profonda scientizzazione del design che si è sviluppata in Occidente nel corso della seconda metà del ventesimo secolo e all’inizio del ventunesimo. Così facendo, affronta l’urgente necessità di estendere i confini del pensiero architettonico in modo fondamentale, oltre i modelli convenzionali di articolazione tridimensionale, e contribuisce non solo a una nuova modalità di pensiero alla storia dell’architettura, ma anche a nuovi quadri critici e progettuali per il discorso odierno e la cultura della pratica.

