Le pagine della sezione Arte sono dedicate al Palais de Tokyo dove, dopo l’importante intervento di recupero portato avanti dallo studio Lacaton & Vassal, “Natures Mortes” di Anne Imhof potrebbe essere il primo progetto ad affrontare tutte le stratificazioni della storia di questo luogo con un tale livello di ambizione e precisione. Per Design, l’architetta Martine Bedin – una delle fondatrici del gruppo d’avanguardia Memphis – descrive il progetto d’arredo e illuminazione sviluppato da Ronan & Erwan Bouroullec per l’importante progetto di restauro della Bourse du Commerce di Parigi, ora sede della collezione Pinault.Chiudiamo il numero con la sezione Reazione, dove Fabrice Lextrait scrive dell’imporanza del coltivare lo spirito comunitario. “Oggi, l’imperativo di architetti, compositori, registi, autori o artisti non è più creare e costruire ‘per’, ma creare e costruire ‘con’. Questa rivoluzione s’inscrive naturalmente nell’iter d’integrazione con il contesto, rafforzando e approfondendo il lavoro con gli utenti, il pubblico e la cittadinanza”.Il Diario di questo mese, pagine dedicate all’attualità, è aperto dalla sezione Punti di vista, dove un dialogo tra lo storico Irénée Scalbert e l’architetto Philippe Rahm approfondiscono la relazione antitetica che lega architettura e natura. Una revisione di questo rapporto è stata però innescata dalla crisi climatica, fenomeno a cui la professione sta dando risposte difformi, talvolta limitate a soluzioni tecniche. Per Opinioni, Ugo La Pietra scrive dei luoghi d’attesa: “la nostra vita, individuale e collettiva, è costantemente caratterizzata dalla categoria dell’attesa, un fatto non solo mentale, ma anche fisico, legato cioè a luoghi veri e propri”. Segue il progetto per la Scuola di Musica di Bressanone dove, puntando sulla condivisione di spazio e funzioni, lo studio Carlana Mezzalira Pentimalli ha progettato una scuola di musica aperta che dialoga con la città e la tradizione. Per Storie di aziende Fabrizio Cameli racconta la storia e la missione della sua azienda, fondata nel 2004 e diventata società per azioni nel 2021, intenzionata ad avere un controllo della filiera sempre più capillare. In chiusura del numero, infine, lo scrittore Andrea Bajani descrive la casa, al primo piano di un edificio genovese di fine Ottocento, che 20 anni fa ha abitato per un paio di mesi. “Un centinaio di metri quadri, librerie a soffitto stipate di libri”, dove ha scritto il suo romanzo più famoso, Se consideri le colpe.Questo mese, inoltre, troverete come inserto il racconto di ciò che è successo durante la quarta edizione di domusforum, la giornata dedicato al futuro delle città avvenuta lo scorsi 24 novembre al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano. Coscienza planetaria, istruzione, design-thinking e compartecipazione dello sforzo innovativo: queste le chiavi del futuro emerse dal confronto tra i diversi saperi riuniti sul palco di domusforum.