CONTENUTI DOMUS 1072 – OTTOBRE 2022
Jean Nouvel: “Perdita delle memorie”
Nell’editoriale di Domus 1072, il guest editor racconta l’importanza del tempo passato e di quello futuro e di come le architetture di oggi possano essere in grado di creare emozioni ed indurci a riflettere.
Ebbene sì, è triste constatare come oggi i saperi pratici che avevano plasmato i territori stanno sparendo. È deprimente. Le orgogliose architetture delle città non hanno più modo di perpetuare i piaceri dei materiali, degli spazi, dei paesaggi. L’abdicazione da questo ruolo viene accettata con la scusa che viviamo in un mondo avido, irrefrenabile e senza pietà. Allora gli architetti che oppongono resistenza si affannano a creare emozioni ormai dimenticate, a riaprire la porta a un futuro ormai passato che induca a riflettere.
I ricordi non sono sempre nostalgici, anzi, oggi sono sempre più provocatori. Le scintille della memoria alimentano lo spirito dell’oblio, ma anche dell’ottimismo giocoso, e i ricordi che decidono di rivisitare il futuro. Ricordiamoci che la modernità attiva, quella dell’invenzione permanente, esige di essere collegata alle invenzioni più lontane e ai saperi più antichi. In questo mondo dell’immediatezza conta però molto ciò che risulta facile, le decisioni rapide sono le migliori.
Non abbiamo più il tempo per pensare. Non abbiamo più il tempo per ricordare. Per dubitare o riflettere. È così che le pecore diventano gregge, mentre le questioni che riguardano il passato, il ricordo, l’analisi, ci tediano. Anche identificare il vero e il falso. Allora seguiamo un percorso automatico che si trova tra l’oblio e l’irrefrenabile sicurezza: il percorso degli immobilisti, quello della sottomissione e del minimo sforzo.



