Frame 165# Special 2026

New tendencies – Award-winning and agenda-setting interiors

29,90

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Il numero speciale del 2026 celebra i recenti vincitori dei FRAME Awards e anticipa il futuro della progettazione spaziale, come spiega il caporedattore Floor Kuitert.

Riflessione e proiezione sono le due idee alla base del nostro numero speciale annuale. Come primo numero dell’anno, fa il punto sullo stato dell’arte della progettazione spaziale. La sua fonte principale sono i FRAME Awards 2025: i progetti e le persone che, secondo la nostra giuria di esperti del settore e il team editoriale interno, rappresentano il meglio della progettazione spaziale dell’ultimo anno. Insieme agli approfondimenti delle sessioni della giuria, evidenziano ciò che attualmente ha un peso nell’interior design e offrono spunti sulla direzione che la disciplina sta prendendo.

Quest’anno, riflessione e proiezione non sono solo evidenti nell’intento e nella struttura del numero, ma sono intrecciate nel tessuto stesso dei progetti e delle storie che contiene, in più di un modo.
In molti dei progetti vincitori, la tradizione costituisce la spina dorsale dell’innovazione spaziale. Qui, la conservazione non è fine a se stessa, ma catalizzatore del cambiamento: la tradizione usata come cornice per il progresso. Aim Architecture, nominato Designer dell’Anno, articola chiaramente questo approccio: “Ogni sito, ogni edificio e ogni pezzo di storia offre un punto di partenza e una storia da continuare, piuttosto che un capitolo da chiudere”, afferma la cofondatrice Wendy Saunders. “Cerchiamo di preservare l’essenza emotiva di un luogo e le qualità che lo rendono significativo, osando anche immaginare come possa essere reso rilevante oggi e in futuro. Questo approccio non si limita mai al restauro materiale. Si tratta di attivazione: trasformare il patrimonio in un palcoscenico vivo dove nuove esperienze possono dispiegarsi”. Intrecciando il vecchio con il nuovo e la memoria con la possibilità, lo studio crea spazi resilienti, non perché resistono al cambiamento, ma perché lo accolgono.

Il lavoro di Aim è ben lungi dall’essere l’unico esempio di questo pensiero che prende forma. A Barcellona, ​​Sigla Studio bilancia l’integrità architettonica con la contemporaneità nel Grande Appartamento dell’Anno, un progetto elogiato dalla giuria per il suo “dialogo tra patrimonio architettonico e sensibilità progettuale contemporanea” e per la sua “calibrazione esemplare tra antico e moderno”. A Pechino, Yatofu Creatives ha trasformato monumentali cisterne nella struttura portante e simbolica di un ambiente commerciale radicato nella storia comunitaria e industriale, guadagnandosi il titolo di Negozio Multimarca dell’Anno. In Belgio, OYO ha collocato il Co-Working Space dell’Anno in un edificio monumentale originariamente costruito nel 1885 come circo, rendendo omaggio al suo passato e reinterpretandolo come un centro contemporaneo di creatività e collaborazione.

Tra gli altri premiati, riflessione e proiezione emergono attraverso sfide più radicali alle norme spaziali ereditate. Ad esempio, il “Small Apartment of the Year” di San Sebastián è stato ripensato da Medina Manzano Architects come una risposta flessibile alle esigenze abitative contemporanee ed è stato elogiato dalla giuria per il suo carattere riconfigurabile, che “consente all’appartamento di muoversi tra configurazioni abitative che vanno oltre il copione della famiglia nucleare”. Allo stesso modo, “fuori copione”, un rifugio per donne a Toronto presenta un piano terra aperto e fluido che si discosta deliberatamente dai rigidi schemi istituzionali. Qui, LGA Architectural Partners ha attinto ai principi del design indigeno per dare forma alla logica spaziale del progetto.

Per distillare e approfondire ulteriormente le intuizioni emerse dalle candidature per i premi di quest’anno, abbiamo introdotto un ulteriore livello di proiezione. Quattro briefing esaminano i cambiamenti spaziali e strategici che stanno rimodellando i settori al centro di FRAME – commercio al dettaglio, ospitalità, lavoro e vita – e tracciano i contorni di ciò che ci aspetta.

Su una nota più personale, riflettendo sulla cerimonia dei FRAME Awards 2025 durante il Workspace Design Show di Amsterdam, un’impressione spicca: un forte senso di comunità, di per sé un filo conduttore in molti dei progetti vincitori di quest’anno. La cerimonia di premiazione era gremita, con studi selezionati provenienti da vicino e da lontano. È servito a ricordare che la progettazione degli spazi è plasmata non solo dalle idee e dagli spazi che producono, ma anche dalle reti di persone che si riuniscono attorno a esse.

Speriamo di consolidare questo senso di slancio collettivo con la prossima edizione dei FRAME Awards, per la quale le candidature sono ora aperte. Non vediamo l’ora di vedere come le traiettorie tracciate qui inizieranno a cambiare, divergere ed estendersi.