Le industrie al giorno d’oggi sono sempre più pulite, green e silenziose, e possono essere quindi integrate nelle città e accanto a edifici destinati ad altri usi. Sebbene ancora poco esplorato, non sappiamo ancora come sarà questo nuovo ibrido e come potrà supportare nuovi imprenditori, posti di lavoro equi e forme urbane vitali.
Come possono cambiare i modelli ibridi con nuove tecnologie, produzione sostenibile e sistemi di produzione avanzati per creare una nuova città aperta?
Possiamo rompere gli schemi di pianificazione basati sulla suddivisione in zone per classe e funzione e incoraggiare tipologie ad uso misto che trasformino i nuovi codici edilizi e urbanistici delle città?
Queste e altre domande vengono affrontate in Hybrid Factory / Hybrid City, attraverso una raccolta di saggi organizzati da Nina Rappaport presso il Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino.
Divisi in due sezioni, i saggi descrivono i progetti e le ricerche di architetti e urbanisti sull’industria e le sue emissioni, le strutture edilizie, i centri logistici, gli edifici industriali riconvertiti e le potenzialità attuali e future.
L’equità sociale ed economica può essere integrata attraverso lavori di produzione leggera, usi della comunità e alloggi a prezzi accessibili. Il libro si conclude con una tavola rotonda tra gli autori che riflettono sulla produzione urbana durante il COVID-19.

