Interni 725

 Annual Bagno 2022

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Interni 725 – Ottobre 2022
Contenuti Interni di Ottobre e Annual Bagno 2022

Interni ottobre è in edicola con Annual Bagno 2022

I progetti presentati alla Design Week di giugno non potevano che darne conferma: oggi l’innovazione si gioca (e si apprezza) su argomenti tutti diversi rispetto a quelli puramente estetici. Non si focalizza sui contenuti estrinsechi degli oggetti, bensì su quelli intrinsechi, nascosti, non esibiti, ovvero sui principi progettuali e costruttivi con cui sedie, lampade e divani, apparentemente ‘normali’, si trasformano in prodotti più rispettosi della Terra. In altre parole, si misura sui loro contenuti etici. I metodi con cui le aziende e i designer mettono in pratica i principi della sostenibilità sono diversi tra loro: lo dimostrano i progetti presi in rassegna in questo numero, che comprendono sia prodotti di nuova creazione sia pezzi storici attualizzati con materiali e processi costruttivi meno impattanti.

Nuovi materiali per nuovi prodotti

Un’importante direzione di ricerca riguarda le materie: gli investimenti dei marchi dell’arredo spaziano dall’utilizzo di nuovi materiali riciclati e riciclabili, soprattutto derivanti da scarti, all’adattamento degli stessi nei processi produttivi interni, alla creazione di nuove filiere e partnership intersettoriali (come quella tra Kartell e illy da cui è nata la Re-Chair prodotta con plastica da scarti di cialde di caffè). La grande sfida è, in questo caso, fare dei rifiuti post-consumo delle risorse preziose per l’abbattimento dell’impronta ambientale, ma anche elementi da esaltare per le loro inedite proprietà estetiche.

Processo produttivo e approccio progettuale

Ma l’attenzione per il nostro Pianeta inizia ancora prima del processo produttivo, si esplica attraverso l’approccio progettuale. Per esempio, quello che ritiene prioritaria la completa scomponibilità degli oggetti, per far sì che ogni loro componente sia facilmente riparabile e riciclabile nel modo più corretto a fine vita del prodotto. Una pratica, nota come design for disassembly, che alcune aziende hanno applicato non solo per la realizzazione dei loro prodotti, ma anche per quella dei loro stand al Salone del Mobile, ideati in un’ottica di circolarità.

Sostenibilità a 360 gradi

Il risultato? Allestimenti più sobri, leggeri, costruiti con (pochi) materiali sostenibili. Ma soprattutto, pensati per essere più volte utilizzati e avere una durata molto più lunga nel tempo. Perché alla fine l’obiettivo principale della sostenibilità è proprio questo: far sì che un arredo, un oggetto, una realizzazione architettonica abbiano una qualità intrinseca che consenta loro di essere utilizzati da più generazioni e magari con modalità diverse, adattandosi a funzioni e interpretazioni differenti. E in questo il design italiano ha molto da insegnare.

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