Interni 757 – 12/2025

12/2025

8,00

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Interni 757 – Dicembre 2025 – Open with care

Il numero è un viaggio nel potere del progetto: solo immaginando e inventando si costruisce un futuro più umano. Anche davanti alle sfide globali, l’architettura rimane un atto di speranza

Dall’Oriente all’Occidente, dalla Corea a Milano, dalla Cina a Roma: che si tratti di case, uffici o musei, le architetture che vi presentiamo in questo numero raccontano tutte, in fondo, un unico gesto: costruire, ricostruire, rinnovare, per far fiorire la vita. Come? Lasciandosi guidare dalla natura e trasformandone l’energia rigenerante in materia e spazio. Persino un appartamento nel cuore della Città Eterna si apre a nuovi orizzonti, come una finestra che lascia entrare la luce del mondo.

Costruire un mondo migliore

Ci piace chiudere questo anno decisamente cupo con quel sano ottimismo che chiunque si occupi di progetto porta dentro di sé. Per inventare il domani bisogna necessariamente credere che il genere umano, con il suo ingegno, sia in grado di costruire un mondo migliore. Anche quando si trova davanti a una sfida epocale come quella che dobbiamo oggi affrontare.

Utilizzare bene l’IA

Altra incognita del momento, quella dell’intelligenza artificiale, un tema che abbiamo approfondito con il noto critico del design Hans Ulrich Obrist e un docente di economia, Paolo Cellini, che all’impatto dell’AI sulla nostra so­cietà ha dedicato recentemente un volume. Con diverse visioni, entrambi concordano su un punto: l’intelligenza artificiale può accrescere il nostro pensiero creativo e critico se utilizzata nelle giuste direzioni.

Un io che immagina

Ma sarà mai in grado di avere una propria fantasia? Questa la risposta che fornisce se interrogata a riguardo: tecnicamente sì, può simulare la fantasia attraverso la generazione di idee originali. Ma in senso filosofico no: le manca un “io” che immagina, un’esperienza soggettiva che dia significato a ciò che crea. Un motivo in più per augurare che il 2026 sia un anno ricco di progetti, di progetti di pace, soprattutto di esperienze che arricchiscano positivamente il vissuto unico e irriplicabile di ciascuno di noi e della collettività.

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