IQD 61

Ottobre/Dicembre 2020

9,00

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IQD 61 – Ottobre/Dicembre 2020

A volte basta poco, una penna e un foglio di carta, e la nostra mano viene guidata dall’inconscio ad usare la tavolozza del nostro vissuto per creare disegni, immagini che parlano di noi.

Il disegno a mano libera, che nasce quando si lavora con l’emisfero destro del nostro cervello – quello specializzato nella percezione delle immagini, che ci consente di accedere alla nostra creatività e alle facoltà inventive – rivela interessanti informazioni sulla personalità del suo autore.

Partendo da questo assunto, gli architetti belgi Jan de Vylder e Inge Vinck, Guest Editor di questo numero, hanno scelto il tema del disegno libero per parlare di architettura senza immagini di architettura.

Hanno così invitato architetti provenienti da diversi paesi a inviare i loro disegni, affrancati da qualsiasi regola e possibilmente non legati ai loro lavori, e la risposta non si è fatta attendere: in poche settimane sono arrivati 44 disegni, alcuni realizzati ad hoc per l’occasione, altri riferiti a momenti che hanno segnato le loro esistenze, come la quarantena forzata dei mesi scorsi.

Nati nei modi più diversi, nei luoghi più vari e con le tecniche e i supporti più disparati, i disegni di questa raccolta, tanto liberi quanto rivelatori, o meglio, rivelatori in quanto liberi, rappresentano, nell’esperimento ideato dai curatori, un tentativo di leggere l’architettura moderna attraverso la personalità dei suoi creatori.

Ogni disegno è latore di una visione, di una dichiarazione, a volte persino di un messaggio che diventa portavoce di una collettività.

In quest’ottica, ipotizzando la definizione di una visione dell’architettura moderma partendo da un’analisi non solo dei disegni, ma anche degli spazi lasciati vuoti dagli autori, abbiamo pensato che, per un quadro soddisfacente non potessero bastare una quarantina di esponenti del mondo della progettazione e abbiamo deciso di estendere l’invito ai lettori, lasciando loro la possibilità di disegnare un panorama dell’architettura dei giorni nostri attraverso la diversa chiave di lettura del disegno, inteso come esternazione inconscia, e per questo autentica, delle percezioni e dei metodi dei suoi protagonisti.

L’album d’istantanee in evoluzione che andremo a comporre sarà una testimonianza per il futuro che, forse, potrebbe offrire domani interessanti punti di vista e interpretazioni dell’architettuta che ci circonda.

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