The Plan 136

03/2022

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CONTENUTI THE PLAN 136

La copertina di THE PLAN 136 è dedicata al MIT Site 4, nuova torre residenziale all’interno del campus del Massachusetts Institute of Technology, progettata da NADAAA insieme a Perkins&Will. Il numero di marzo di THE PLAN è ricco di spunti: dal riuso adattivo per una progettazione più sostenibile fino agli interventi su scala urbana.

Ad aprire il numero è l’editoriale a cura di John McAslan, il fondatore dello studio John McAslan + Partners, con sedi a Londra, Edimburgo e Sydney. La sua riflessione, dal titolo “Il paradosso del riuso adattivo: l’originale storico diventa nuovamente un originale”, affronta una tematica di grande attualità: quella del restauro e del recupero edilizio. Oggigiorno le nostre città possiedono degli spazi dismessi o in abbandono e molto spesso il processo di demolizione e ricostruzione non è sostenibile, sia per i costi, sia per l’ambiente. Avvalendosi di esempi presi in prestito dalla storia dell’architettura e dal suo portfolio, McAslan dimostra come il riuso adattivo sia una possibile soluzione da perseguire.

La rubrica “Highlights” di Michael Webb è dedicata al progetto St. Regis di Chicago: la terza torre più alta della città americana in cui nacque il modello del grattacielo. Il progetto porta la firma di Studio Gang e si dimostra essere un elemento caratterizzante per la città: una vera e propria scultura in cui la forma segue la funzione.

Restando negli Stati Uniti, la rubrica “Letter from America” a firma di Raymund Ryan è ambientata a Houston, in Texas, per mostrare l’operato dello studio berlinese, con sede anche a New York, Barkow Leibinger. Il loro uso sapiente dei materiali, unito alle nuove tecniche di fabbricazione, emerge in alcune opere, fra cui le Residenze Sid Richardson, nella Rice University.

A Cambridge, città del Massachusetts che sorge di fronte a Boston, lo studio NADAAA, assieme a Perkins&Will, ha progettato il MIT Site 4: un edificio di 29 piani, di quasi 100 metri di altezza, che è figlio di un processo rigenerativo urbano. L’eleganza che ne caratterizza la forma e soprattutto gli interni diviene quell’elemento di forza che risalta dal contesto urbano semplice, alle volte banale. Gli alloggi, gli spazi condivisi e le altre sale per esposizioni, conferenze, studio, rendono quest’architettura la protagonista del processo rigenerativo di Cambridge.

THE PLAN 136 include anche due progetti in Canada: la Checkmate Winery nell’Okanagan Valley, progettata da Olson Kundig, e l’Ilot Balmoral a Montreal, sede del National Film Board of Canada, firmato da Provencher_Roy.

Passando dal Nord America al cuore dell’Asia, nella rubrica “Letter from China”, a cura di Li Xiangning e Xiong Xuejun, si parla dello studio emergente line+, con un focus sul Centro per le Arti Yunnan.

A Milano, lo studio internazionale Metrogramma ha curato la radicale trasformazione di Piazzale Loreto. Per l’atelier la rigenerazione urbana, applicata nel progetto, è una missione strategica che mette a sistema la sostenibilità, la resilienza e la partecipazione.

In tema di interior design, Pietro Carlo Pellegrini ha ideato l’allestimento della Gioielleria Chiocchetti a Lucca: una bottega storica e allo stesso tempo contemporanea. La sua firma si riflette nelle forme, nei colori, nelle luci e nel design di insieme.

In Svizzera, lo studio Floriani e Strozzi Architetti firma gli appartamenti “Residenza Bella” a Locarno, un complesso interamente sostenibile e perfettamente integrato nel contesto.

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