Arquitectura Viva 277

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Non esiste architettura più sostenibile di quella che resiste alla prova del tempo, ed è per questo che Jordi Badia cerca di infondere nelle sue opere una solennità senza tempo, dove tutto si adatta all’utente ma nulla è superfluo. Arquitectura Viva presenta cinque degli ultimi progetti del suo studio, che si sforzano di integrarsi in ogni luogo e di prolungare quella regolarità in cui lo spazio pubblico diventa confortevole e la città il palcoscenico più duraturo della vita.

Il dossier del numero, invece, si concentra su piccoli padiglioni costruiti per festival temporanei, strutture fantasiose ma soprattutto progettate per una rapida esecuzione e un facile smantellamento al termine dell’evento. Organizzata come un tour attraverso otto paesi e tre continenti, questa selezione include i lavori, tra gli altri, di Isla Architects, Espacio Común, Manuel Bouzas e Leopold Banchini.

La sezione Arte e Cultura saluta quest’anno con due testi di Luis Fernández-Galiano dedicati a due stretti collaboratori recentemente scomparsi: l’architetto e professore madrileno Javier Alau, le cui copertine hanno definito lo stile visivo dei primi anni della rivista; e il critico francese François Chaslin, autore di numerosi articoli apparsi sulle nostre pagine nell’arco di trent’anni. Le notizie e le recensioni sono integrate da un testo che valuta l’impatto dei devastanti incendi che hanno colpito la Spagna durante l’estate.