AV 283 BRUTHER
Dalla Francia frugale, che dopo la Grande Recessione si è fatta esigente nei suoi approcci e austera nei mezzi, sono emersi Stéphanie Bru e Alexandre Theriot.
Le loro planimetrie generiche e l’assemblaggio a secco non impediscono agli edifici di acquisire un carattere distintivo, rimasto costante e in gran parte dovuto a installazioni a vista, arredi ingegnosi e tessuti colorati accuratamente selezionati.
E tutto questo viene realizzato senza sacrificare una forte sensibilità ambientale, in un costante sforzo per forgiare un percorso decisamente contemporaneo in cui cultura e tecnologia convergono naturalmente.
Questo modus operandi viene analizzato nel nuovo numero di AV Monografías attraverso un percorso cronologico in quindici sezioni, a partire dalla proposta fondativa di una casa a basse emissioni di carbonio; esplorando opere chiave come gli edifici polifunzionali di Saint-Blaise e Caen e le residenze esemplari di Parigi e Palaiseau; e culminando con il recente Frame Centre di Bruxelles e una selezione dei loro progetti più recenti.
Si delinea così una traiettoria senza punti di svolta che, unitamente all’articolo di Ludo Groen e alle riflessioni degli architetti stessi, ci permette di comprendere la solidità dei valori che essi imprimono con uguale intensità su opere, concorsi e corsi.





