DETAIL 11/2026 | Building in Existing Contexts
Ritorno alla sostanza
L’atteggiamento degli architetti nei confronti degli edifici esistenti è quanto mai variegato. Antico e nuovo possono incontrarsi attraverso giunzioni, fratture e contrasti, oppure trovare una sintesi audace e rigeneratrice, capace di dar vita a spazi inediti. Ma cosa accade quando un edificio non è particolarmente antico, storico, suggestivo o bello – quando, a prima vista, non sembra nemmeno valere la pena di essere conservato? È proprio in casi simili che un progetto intelligente rivela tutto il suo valore. Da tempo, molti architetti non considerano il patrimonio edilizio esistente come un ostacolo, bensì come una risorsa da sviluppare.
A Parigi, numerosi parcheggi, svuotatisi a causa della diminuzione del traffico automobilistico, vengono riconvertiti in abitazioni. Un’iniziativa promettente. Nel suo saggio, Andrew Ayers – parigino d’adozione da trent’anni – analizza i pro e i contro di questa tendenza. A Terrassa, in Catalogna, lo studio Harquitectes ha trasformato i capannoni di un ex stabilimento tessile in un centro diurno, preservando al contempo il carattere distintivo dell’edificio originario; volumi in legno di pino si integrano con la struttura preesistente. Il centro, dedicato all’inclusione sociale, è stato finalista agli EUmies Awards 2026 ed è protagonista della nostra copertina.
In occasione del Congresso Mondiale UIA 2026 a Barcellona, un team di ricerca, in collaborazione con Boltshauser Architekten, ha illustrato come il calcestruzzo possa essere riutilizzato per pavimentazioni, arredo urbano o come materiale strutturale. Lavorare sul patrimonio esistente e riutilizzare i materiali – con tutte le tensioni che ne derivano: tra vincoli di tutela e normative, progettazione e metodo, conservazione ed efficienza energetica, futuro e precarietà – è ormai parte integrante della formazione architettonica. Un approccio che riporta la nostra professione al suo nucleo essenziale: saper riconoscere le potenzialità e trasformare in realtà ciò che è possibile.



