DETAIL 7-8/2026 | Solid Construction
La leggerezza della pietra
Quando Ansgar Schulz visitò per la prima volta Adorf, in Sassonia, pioveva. Da secoli, in questa piccola città, si raccolgono cozze perlifere nel fiume Elster; un museo di storia locale, destinato ad essere ampliato, racconta questa ricca storia. L’architetto osservò come l’acqua piovana scorresse lungo il tetto dell’edificio esistente. Nacque così l’idea che l’acqua dovesse scorrere in modo costante e silenzioso anche sulla facciata del nuovo museo. Con la sua copertura a doppia curvatura, il Museo Perlmutter collega due strutture preesistenti ed è rivestito in cemento impermeabile, sulla cui superficie l’acqua scorre dolcemente, come se fosse sempre stato così. Questo dettaglio performativo all’esterno diventa un riferimento sensuale alle cozze perlifere che si trovano all’interno.
Le costruzioni solide sono generalmente considerate pesanti, permanenti e immobili. Questo progetto dimostra il contrario. Mattoni pressati a mano, terra battuta trattata con cera ricavata da materiale di demolizione, cemento ciclopico a base di calcare e macerie, calce di canapa come materiale da costruzione rinnovabile del futuro: questo numero esplora le possibilità di reinventare la pietra. Il materiale da costruzione più pesante ha forse il futuro più leggero?
Un team di ricerca della TU Braunschweig combina argilla e mattoni per muri portanti esterni. La facoltà di architettura di Hasselt, con la partecipazione di Bovenbouw Architectuur e David Kohn Architects, dimostra come la cultura edilizia barocca e contemporanea possano fondersi in un collage. Due database sui materiali per interni esplorano una potenziale leva per una rivoluzione dei materiali. E la professoressa Elli Mosayebi dell’ETH di Zurigo ci guida in nuovi “paesaggi termici” dove le fonti di energia diventano tangibili all’interno di uno spazio.



